
L’esposizione sulla rappresentazione del gioco nell’arte
di Grazia Merelli
Sono gli ultimi giorni per poter visitare la mostra In gioco. Illusione e divertimento nell’arte italiana 1850-1950. La mostra, che è stata inaugurata il 28 giugno 2025, terminerà infatti il 26 ottobre.
Sede dell’esposizione è il Palazzo Cucchiari di Carrara, gestito dalla Fondazione Giorgio Conti. La fondazione è specializzata in eventi culturali volti ad approfondire la conoscenza dell’arte italiana di Ottocento e Novecento.
Sotto la curatela del critico e storico dell’arte Massimo Bertozzi, l’esposizione “In gioco” tratta il tema della rappresentazione del gioco nell’arte. L’argomento, che è anche il tema principale di questo blog, sta riscuotendo negli anni un sempre maggiore interesse da parte del pubblico. Ciò accade perché le opere d’arte che raffigurano scene di gioco sono una vivida testimonianza di come si giocava in passato e forniscono interessanti informazioni su questo aspetto fondamentale della vita umana. Il gioco infatti è un’attività che fa parte della vita non solo dei bambini, come strumento di crescita, ma anche di quella degli adulti, come momento di svago e libertà.
Un interessante precedente è stata la mostra La trottola e il robot. Tra Balla, Casorati e Capogrossi, tenutasi al Palazzo Pretorio di Pontedera dal 11 novembre 2017 al 22 aprile 2018. Tra l’altro, alcuni dipinti già esposti in quella esposizione si ritrovano nuovamente nelle sale di In gioco.
Come La trottola e il robot, anche la mostra In gioco affronta il tema del gioco nell’arte creando dei chiari confini spazio- temporali. In questo caso i i dipinti e le sculture presenti sono stati realizzati esclusivamente da artisti italiani e appartengono al periodo 1850-1950. I prestiti per la mostra provengono da numerose istituzioni, come musei d’arte moderna e contemporanea, gallerie d’arte, collezioni private e raccolte artistiche bancarie.
Le opere si caratterizzano per una grande varietà di stili, secondo le varie correnti artistiche che si sono susseguite nel tempo. Verismo, Impressionismo, Avanguardie, Realismo magico, per citarne alcune, trovano ampio spazio negli ambienti di palazzo Cucchiari e la mostra fornisce dunque uno spaccato interessante dell’arte italiana del periodo affrontato.
Fra i pittori più noti al grande pubblico figurano Zandomeneghi, Lega, Signorini, Casorati, Ligabue, Donghi, per citarne solo alcuni. Tra gli scultori Medardo Rosso, Cecioni, Marini e Manzù. La mostra offre però anche l’occasione di conoscere artisti meno scontati, che sono presenti con opere significative del loro percorso.
La mostra è suddivisa in 4 aree tematiche. Ognuna indaga un ambito specifico del gioco. Le sezioni hanno i seguenti titoli: Svaghi e ricreazioni del quotidiano, Crescere ed imparare: un gioco da ragazzi, Intrattenimenti e spettacoli: l’Invenzione del tempo libero e Sfide, competizione, destino.
La prima sezione, Svaghi e ricreazioni del quotidiano, comprende soprattutto quadri che ritraggono scene di giochi all’aperto. In queste opere una moltitudine di persone si raccoglie in parchi o piazze e si gode momenti di vita spensierata.
Ade esempio in Pineta di Moses Levy, un quadro del 1919 conservato nella Galleria d’Arte Goldoni di Livorno, alcune mamme sono sedute vicino agli alberi, mentre delle ragazze dondolano allegramente sulle altalene. Le campiture di colore piatto e il vivo cromatismo conferiscono un’aria vivace al dipinto del talentuoso artista.

Due dipinti di Vespasiano Bignami, Viale delle balie e Il dì di San Giorgio, ritraggono anch’essi scene corali all’aperto, con persone di varie età che compiono tante azioni diverse. I quadri si trovano nella collezione Banco BPM e risalgono rispettivamente al 1877 e al 1900. Entrambi sono caratterizzati da una grande ricchezza di espressioni e atteggiamenti dei personaggi rappresentati.
La seconda sezione della mostra, Crescere e imparare: un gioco da ragazzi, è dedicata prettamente alle scene di gioco infantile. In alcuni casi si tratta di giochi tra madri e figli ancora piccoli, fatto di complicità e sguardi affettuosi, come in Mamma di Egisto Ferroni; in questo quadro, appartenente alla Galleria d’Arte Goldoni di Livorno e risalente al 1880 circa, la mamma gioca teneramente con il figlio, nascondendo un piccolo gomitolo. La scena è dipinta con un gusto veristico e punta a una rappresentazione fresca e spontanea dell’amore materno.

Invece in Le bambine fanno le signore di Silvestro Lega (1872, Collezione privata), compaiono delle bambine più grandicelle che, abbigliate da adulte, vanno a farsi vedere dalla mamma. Il gioco del travestimento, tanto amato dai bambini di tutti i tempi, trova nel quadro di Lega una felice rappresentazione visiva.

In questa sezione ci sono anche dei ritratti di bambini, spesso accompagnati dal loro giocattolo preferito. In Cesare Lionello di Felice Casorati, realizzato nel 1911 e conservato in una collezione privata, il bambino tiene accanto a sé un bambolotto. Vicino a lui compaiono altri giocattoli, come una spada e una scatola a molla. Il quadro è tutto giocato sul contrasto cromatico fra il rosso dell’abito del bambino (e del tappeto) e il fondo chiaro dietro di lui.
A questo genere di opere, con bambine e le loro bambole, appartengono anche In castigo di Vincenzo Irolli, Enfant a la poupée di Federico Zandomeneghi, il quale appare nella locandina della mostra, e Mammina di Napoleone Giovanni Funi. Le bambole appaiono in questi quadri come compagne di gioco privilegiate, con le quali i bambini creano un rapporto speciale.
Con Intrattenimenti e spettacoli: l’invenzione del tempo libero ha inizio la terza sezione della mostra. Qui il gioco dei bambini lascia il posto alle forme di intrattenimento collettivo. Il circo, il Carnevale, le fiere sono rappresentate in alcuni dipinti pieni di colore e movimento.
In La giostra e La ragazza del tiro a segno di Moses Levy (Galleria d’Arte Goldoni, Livorno) si ritrovano gli stessi colori accesi stesi in campiture piatte osservati nella Pineta. Mentre il primo dipinto mostra nuovamente l’abilità dell’artista nel dipingere scene corali, nel secondo la ragazza del tiro a segno emerge con vigore quale unica protagonista della scena.

Tra le numerose opere dedicate al mondo circense spicca Il circo di Antonio Ligabue. L’originalissimo pittore, tra i più innovativi del Novecento, ci regala qui una scena visionaria, piena di movimento e di colore. Il dipinto di Ligabue risale agli anni 1928-1939 ed è conservato in comodato nel Museo Civico Luigi Mallé di Dronero.

L’ultima sezione Sfide, competizione, destino, riguarda due ambiti dell’attività ludica. Il primo è il gioco nei locali, fra cui le sale da biliardo o i casinò. Non potevano mancare qui scene di gioco a carte, tema che vanta una lunga tradizione a partire dai celebri Bari di Caravaggio; a questo filone appartiene La partita a carte di Ottone Rosai della GAM di Torino, nel quale alcuni uomini sono riuniti intorno a un tavolo. Il cromatismo della tela è basato interamente su una scala di terre e di grigi, che conferisce un’aria tetra alla scena.

Tutt’altra atmosfera si respira in Il biliardo di Arnaldo Badodi del 1940 (Collezione Giuseppe Iannacone, Milano) dove, in un clima disteso, si sta svolgendo una vivace partita a biliardo. Le figure elegantemente vestite giocano sotto la luce di un bel lampadario.
Oltre al gioco nei locali, il secondo tema trattato nella quarta sezione è lo sport, intesa come gioco regolamentato e finalizzato alla gara.
Tra i vari sport compaiono il ciclismo, l’automobilismo, il tennis e la corsa, rappresentati in modo vario ed eterogeneo. Auto in corsa di Roberto Marcello Baldessari (1921 circa, Collezione Signorelli di Bergamo), dedicata all’automobilismo celebra il mito futurista della velocità.

Completano la sezione alcune statue in bronzo dedicate principalmente al pugilato e al nuoto, come il Pugilatore di Francesco Messina e la Giovinetta che si tuffa di Libero Andreotti.
La mostra In gioco offre dunque un panorama ricco e approfondito sulla rappresentazione del gioco nell’arte. Le diverse sezioni infatti sviluppano le tematiche con coerenza e offrono al pubblico la possibilità di conoscere numerose opere su questo argomento affascinante.
Informazioni utili
In gioco. Illusione e divertimento nell’arte italiana 1850-1950
Palazzo Cucchiari, via dei Cucchiari 1, Carrara
martedì, mercoledì, giovedì e domenica: 09,30 – 12,30 15,00 – 20,00
venerdì e sabato: 09,30 – 12,30 15,00 – 21,00
Biglietti, fasce di prezzo: euro 18.00, 12.00, 10.00, gratuito
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