
Un’opera del pittore francese James Tissot
di Grazia Merelli

Nascondino è un dipinto di James Tissot, pittore francese attivo nella seconda metà del XIX secolo.
L’artista, nato a Nantes nel 1836, si forma a Parigi, dove studia nella Scuola di Belle Arti. Fra i suoi maestri spicca Ingres, dal quale riprende la resa accurata e pulita delle figure che lo accompagnerà in tutta la sua attività artistica. A Parigi ha un grande successo: espone con costanza nel Salon a partire dal 1859 e ritrae con vivido realismo la vita parigina. Tuttavia, in seguito ad alcuni eventi, lascia la capitale francese per trasferirsi a Londra; é qui che inizia a dedicarsi anche alla tecnica dell’acquaforte, realizzando numerose caricature e scene di genere. Negli ultimi anni della sua vita si trasferisce in Palestina, dove è impegnato a illustrare le vicende bibliche con particolare fervore. Muore nel 1902, dopo aver fatto ritorno in Francia.
Tra i soggetti preferiti di Tissot figurano i locali e le strade cittadine, che l’artista dipinge con dovizia di particolari. Le sue scene sono solitamente animate da una moltitudine di figure che occupa tutta la superficie della tela. Queste tematiche lo avvicinano agli Impressionisti, con i quali condivide l’interesse per la vita quotidiana e i soggetti desunti dalla realtà; tuttavia egli non aderirà mai alla pennellata frenetica e vibrante dei suoi colleghi, preferendo l’uso di un disegno chiaro e ben definito.
Nascondino è una scena d’interno, dedicata a uno dei giochi più comuni e amati dai bambini. Il quadro risale al 1877, dunque al periodo inglese del pittore, e si trova nella National Gallery of Art di Washington.
Nel dipinto quattro bambini stanno giocando a nascondino in un salotto; tre sono nascosti dietro alle poltrone, mentre il quarto si sporge appena dal paravento. Una figura femminile poco più indietro sta leggendo il giornale, in attesa di andare a cercarli. La donna è la compagna del pittore, Kathleen Newton, e alcuni dei bambini rappresentati sono i suoi figli. La Newton è stata il grande amore di Tissot, che per lei ha sfidato le convenzioni e i pregiudizi borghesi; infatti la donna era divorziata ed era andata a vivere con l’artista insieme ai propri figli, destando un certo scalpore a quel tempo. La giovane madre compare in molti dipinti di Tissot come ad esempio in October, conservato nel museo d’arte di Montreal.


Il gioco del nascondino è stato rappresentato in pittura sin dall’antichità, se pure meno spesso di altri giochi come la mosca cieca. Nel quadro di Tissot spicca l’espressione dei visi dei piccoli partecipanti; in particolare l’artista riesce a rendere con veridicità lo sguardo accorto della bambina in primo piano, che tenta di stare immobile per non farsi scoprire. La presenza di una palla nell’angolo destro della scena indica che, oltre al nascondino, i quattro bambini hanno fatto già altri giochi, cui lo spettatore è quasi portato a partecipare; in effetti sembra che anche chi osserva abbia il compito di scoprire i nascondigli, cercandoli all’interno della tela.
L’attività ludica è in realtà il pretesto per realizzare un’accurata scena d’interno; con gusto descrittivo Tissot dipinge ogni particolare del salotto inglese, prestando grande attenzione al dettaglio. Mostrando l’influenza delle stampe giapponesi, così come del nuovo approccio della fotografia, egli crea una composizione priva di un unico punto di vista. La scena infatti risulta frammentata in tanti nuclei compositivi e lo sguardo dello spettatore è portato a vagare da una parte all’altra della tela senza trovare un punto centrale. Tale caratteristica si presenta in quasi tutte le opere di Tissot e le rende particolarmente originali.
In Nascondino si può ammirare il classico arredamento di una casa inglese della seconda metà dell’Ottocento; le pesanti tende, la raffinata lampada in stile cinese, le tappezzerie, il paravento, le pellicce d’arredo e perfino la maschera etnica mostrano i gusti dell’epoca, fornendo anche interessanti informazioni sulla vita del tempo.
L’affascinante dipinto di Tissot offre dunque uno spaccato della vita ottocentesca, reso con particolare cura al dettaglio, dove il gioco del nascondino si traduce in un momento di piacevole vita familiare.

Lascia un commento