
Opere di Henri Rousseau con elementi ludici
di Grazia Merelli
Henri Rousseau è uno dei pittori più originali dell’arte occidentale. Nato nel 1844 a Laval, in Francia, ha svolto a lungo l’attività lavorativa presso la dogana di Parigi. Ciò gli ha fatto guadagnare l’epiteto, con cui è tutt’ora conosciuto, di Doganiere Rousseau.
Dagli anni Settanta dell’Ottocento Rousseau ha iniziato a interessarsi alla pittura, dedicandosi a tempo pieno a partire dal 1893. Fino all’anno della sua morte, sopraggiunta nel 1907, l’artista ha partecipato numerose volte alle esposizioni parigine del Salon des Indépendants e del Salon d’Automne.
La formazione da autodidatta ha attirato inizialmente delle critiche a Rousseau per la mancanza di una solida formazione pratica; con il passare del tempo invece il pittore ha iniziato ad essere apprezzato proprio per la grande originalità della sua opera, che costituisce un unicum nel panorama artistico dell’epoca. Ammirato da autori del calibro di Picasso e Gauguin, Rousseau è uno dei principali esponenti dell’ Art naïf e ha anticipato le modalità dell’arte surrealista e simbolista.

I dipinti del pittore francese sono caratterizzati da atmosfere sognanti e dalla presenza di una natura spesso selvaggia, descritta con grande meticolosità.
Nel catalogo dell’artista compaiono però anche alcune tematiche legate alla sfera ludica; si tratta principalmente di ritratti di bambini con giocattoli, dipinti secondo lo stile particolare e unico di Rousseau.
Fra i quadri di questo genere il più noto è Bambina con bambola, dipinto intorno al 1905 e conservato presso il Musée dell’Orangerie di Parigi. La piccola protagonista del dipinto è seduta su un prato fiorito e tiene con sé una bambola e una margherita. Come nelle altre opere dell’artista, anche in questa tela c’è un’atmosfera straniante e onirica. La bambina infatti ha uno sguardo fisso e le mani piccolissime, sembrando a sua volta una bambola; inoltre appare sospesa sul prato, mentre le sue gambe scompaiano fra l’erba.

La scena è semplice dal punto di vista compositivo e si gioca sull’accordo dei colori; il rosso del vestito a puntini bianchi si staglia sul fondo celeste e sul prato verde.
La margherita connota l’immagine di un significato simbolico, indicando l’innocenza dell’infanzia. Essa, insieme ai fiori sul prato, mostra anche il contesto primaverile della scena.
La bambola, in francese poupée, invece è presente in quanto è il giocattolo più amato dalle bambine; come i bambini, anche le bambole ritratte da Rousseau hanno un aspetto semplificato e stilizzato. Quella raffigurata nel dipinto indossa un vestito chiaro e ha una capigliatura ridotta; essa sembra richiamare le tipologie di bambole dall’aspetto infantile diffuse all’epoca, dette bébé.
La presenza di bambola e margherita si trovavano già in alcuni dipinti realizzati da Rousseau prima di Bambina con bambola; tali opere ne anticipavano diversi aspetti, dall’ambientazione agli elementi compositivi.
In Bambina con bambola e margherite, del 1890, la protagonista è colta da un punto di vista molto ravvicinato; con una mano tiene due margherite, con l’altra il suo amato giocattolo. Anche in questo caso si tratta di una bambola dall’abito monocromo, stavolta azzurro.
I medesimi elementi compaiono anche in Bambina con bambola nel parco, conservato presso la Southampton City Art Gallery e risalente al 1899. Qui una bambina si trova nei pressi del laghetto di un parco, fra grandi alberi. Sullo sfondo si nota la presenza di un viale attraversato da alcune persone, mentre nel laghetto stesso c’è un piccolo cigno. L’abito della giovane è simile a quello visto in Bambina con bambola: rosso con grande colletto e accompagnato da stivaletti. Lo sguardo della bambina è malinconico e si perde nel vuoto. Come nei due dipinti precedenti, anche qui la piccola ritratta tiene da una parte la bambola e dall’altra le margherite; stavolta i fiori sono tanti e si presentano raccolti in un cestino. Analogamente alle margherite, anche il cigno del laghetto simboleggia verosimilmente la purezza della dimensione infantile.

Si discosta in parte dai dipinti menzionati il quadro Bambino con marionetta, realizzato nel 1909 e appartenente alla Galleria d’Arte di Winterhur, in Svizzera. Infatti il protagonista stavolta è un bambino che tiene con sicurezza una grande marionetta dall’aspetto di un giullare. Tale personaggio è scelto probabilmente per la vivacità della sua veste che contrasta con l’abito bianco indossato dal bambino.

Il bambino raffigurato guarda verso lo spettatore, come in quasi tutti i ritratti infantili di Rousseau, e mostra fieramente il suo giocattolo. Con l’altra mano invece tiene la veste con cui ha raccolto dei fiori. Oltre alle consuete margherite stavolta ci sono anche dei papaveri che, nella pittura del tempo, indicano principalmente la gioia della natura in fiore.
Come nei precedenti dipinti, anche in Bambino con marionetta la scena si svolge all’interno di una natura a misura di bambino. Sullo sfondo infatti si riconoscono un viale e la vegetazione ordinata che si addicono a un parco.
Sotto questo aspetto i ritratti con bambini e giocattoli sono molto diversi dalle opere più conosciute di Rousseau, caratterizzate invece da una natura incontaminata e selvaggia, che occupa spesso gran parte della scena.
Oltre ai ritratti di bambini con giocattoli, Rousseau ha dipinto un quadro con alcuni personaggi che giocano a rugby. L’opera è assai conosciuta e si trova nel Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Noto con il titolo I giocatori di football, il dipinto rappresenta in realtà quattro giocatori di palla ovale e non di calcio. A quel tempo il rugby godeva di grande popolarità in Francia, dal momento che nel 1906 era stata fondata la nazionale di rugby francese.

Il quadro di Rousseau è in bilico fra scena di gioco e rappresentazione sportiva; quattro uomini baffuti e dai completi a righe corrono leggeri su di un campo delimitato da alberi, con la palla ovale lanciata in alto sopra di loro. Il dipinto sembra essere principalmente un omaggio del pittore allo sport amato nel suo paese; proprio nel 1908, anno a cui risale l’opera, la nazionale francese aveva vinto contro l’Inghilterra.
Anche in questo caso, come nei ritratti di bambini, Rousseau anticipa le atmosfere alienanti ed evocative di tanta arte del Novecento; dal Surrealismo al Realismo magico, tanti artisti infatti guarderanno al Doganiere Rousseau come a un modello imprescindibile di stile in bilico fra sogno e realtà.




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