Jeff Koons: i gonfiabili

Jeff Koons, Ballon dog blue,Galleria Deodato Arte. Foto di Grazia Merelli
Jeff Koons, Ballon dog blue,Galleria Deodato Arte. Foto di Grazia Merelli

I palloncini d’acciaio dell’artista americano Jeff Koons

di grazia merelli

Jeff Koons è uno degli artisti più conosciuti dell’arte contemporanea; le sue iconiche sculture, dalle quotazioni altissime, costituiscono dei veri e propri record in termini di vendite. La grande mostra dedicatagli a Firenze, nelle sale di Palazzo Strozzi, è stata una delle più visitate del 2022. All’inizio del 2024 alcune celebri opere sono state esposte anche a Roma, presso la Galleria Deodato Arte.

La fama di questo artista provocatorio ed originale è legata in gran parte alla sua capacità di reinventare, tra citazioni colte e rimandi su più livelli, alcune tematiche del passato. Nato in America (A York, in Pennsylvania) nel 1955, Koons ha studiato molto anche l’arte europea. Due importanti punti di riferimento per la sua opera sono Duchamp e Wharol; da Duchamp ha ripreso la scelta di usare oggetti comuni come opere d’arte, secondo la teoria del Ready – made. Da Wharol invece ha ereditato la predilezione per i prodotti di largo consumo, legati allo stile di vita americano, e la scelta di colori sgargianti, spesso utilizzati in monocromia.

La produzione di Koons si è intrecciata spesso con il mondo dei giocattoli, soprattutto quelli gonfiabili; tali oggetti ludici sono stati scelti dall’artista principalmente per il loro impatto positivo sul pubblico, che vi identifica un qualcosa di assai noto. Iinoltre, essendo fatti d’aria, ben rappresentano metaforicamente l’idea di caducità. Come l’artista stesso ha affermato: “I gonfiabili sono collegati al nostro essere, al nostro precario equilibrio tra conservazione e mortalità”.

Le opere di Koons riguardanti il mondo dei gonfiabili sono di varie tipologie.

Gli Inflatable Flowers, realizzati alla fine degli anni Settanta, sono costituiti da gonfiabili veri a forma di fiore collocati su specchi. Non si tratta dunque di riproduzioni ma di gonfiabili reali, che messi sopra agli specchi formano inediti e curiosi assemblaggi.

In un secondo momento Koons è passato alla creazione di opere che hanno unicamente l’aspetto di gonfiabili; si tratta cioè di sculture che, rispetto all’oggetto reale, hanno dimensioni generalmente più grandi e sono fatte con materiali differenti. Queste opere sono dunque giocattoli gonfiabili solo all’apparenza: si tratta in realtà di pesanti sculture realizzate in acciaio inossidabile; la scelta di tale materiale è dovuta al desiderio di creare un coinvolgimento nell’osservatore, che riconosce nell’acciaio un materiale piuttosto comune.

Rabbit, del 1986, è la prima opera di questo genere; il coniglietto appartiene alla serie Statuary ed è una delle opere di Koons più conosciute, perché nel 2019 è stato venduto da Christie’s per 81.44 milioni di dollari, cifra da record per un artista ancora in vita.  La sua superficie monocroma permette allo spettatore di riflettersi sulla superficie e diventare partecipe dell’opera stessa.

Mentre Rabbit sembra la riproduzione di un palloncino ad elio, altre opere rappresentano invece i palloncini ad aria piegati in varie forme fino a formare una figura. 

Rientrano in questa tipologia, fra le altre, i celebri Ballon Dog di diversi colori, realizzati a partire dalla metà degli anni novanta in avanti, le diverse Ballon Monkey e i Ballon Rabbit, realizzati anche questi in più tonalità sempre monocrome.

Jeff Koons, Balloon rabbit red, Galleria Deodato Arte. Foto di Grazia Merelli
Jeff Koons, Balloon rabbit red, Galleria Deodato Arte. Foto di Grazia Merelli

In tutte queste scultore si rispecchia, oltre allo spettatore, anche l’ambiente circostante, ampliando la percezione della realtà. Alla leggerezza propria di un palloncino si sostituisce dunque la lucentezza e l’oggetto d’aria viene rielaborato diventando altro da sé.

 Un altro tipo di sculture molto presenti nell’attività dell’artista sono le riproduzioni, in acciaio o altri metalli, di oggetti gonfiabili da mare.

 La prima opera di questo tipo è Dolphin, del 2002 (In alluminio e acciaio). Il delfino è dotato di maniglie per reggersi e presenta le grinze sulle pinne e la coda, in modo da sembrare realmente un gioco da spiaggia. Ad esso è attaccato un porta – utensili da cucina, in contrasto con la sua leggerezza; il contrasto tuttavia è solo apparente, dal momento che sono entrambi fatti di materiale pesanti.

 L’artista si è cimentato più volte con questi giochi da mare, come in Caterpillas chains, Lobster e Hulk.

I gonfiabili di Koons, non veri ma in apparenza tali, sono diventati delle vere e proprie icone dell’arte contemporanea, mostrando come un oggetto tanto banale e comune possa diventare fonte d’ispirazione per creare qualcosa di nuovo ed altamente originale. Del resto, l’interesse per i gonfiabili in genere è sempre più presente nell’arte dei nostri tempi, a partire dalle opere che li raffigurano fino a quelle realizzate con i palloncini stessi.


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